NASCITA, MORTE E RESURREZIONE DEL LIBRO GIALLO IN ITALIA (prima parte)

Breve storia e catalogo orientativo
delle principali collane edite in Italia
dal 1903 al 1948

a cura di Tiziano Agnelli – Umberto Bartocci – Adriano Rosellini

CAPITOLO PRIMO
QUANDO SI DICE “GIALLO” SI INTENDE MONDADORI


Non è possibile iniziare questa rassegna se non partendo dalla casa editrice Mondadori, la quale, con la sua celebre collana de “I Libri Gialli”, ha connotato decisamente il genere in Italia (sia nell’anteguerra che nel dopoguerra). Per questo motivo fu spesso imitata, ma mai eguagliata, sia come livello degli autori, che come qualità delle storie presentate, per non dire poi dell’impeccabilità del prodotto editoriale che veniva infine fornito ai lettori. In effetti, ancora oggi qui da noi, quando si pensa a un romanzo del genere di quelli che ci interessano, si dice semplicemente giallo, tenendo ferma la denominazione che fu felicemente coniata da Arnoldo Mondadori per battezzare la serie della quale forse neanche lui stesso aveva previsto tutta la fortuna. Si deve dire però che il riferimento a questo colore per il nostro tipo di narrativa non è un’esclusiva invenzione di Mondadori, nonostante quanto si creda comunemente – e come viene riportato per esempio nel “Catalogo Storico” della casa editrice, secondo cui “il termine appartiene unicamente alla cultura italiana”. Si fa al contrario esplicito riferimento a una yellow-backed novel in un racconto del volume “Le avventure di Sherlock Holmes” (e precisamente: “Il mistero della valle di Boscombe”), che fu pubblicato per la prima volta in “The Strand Magazine” negli anni 1891-1892. Ma ancora prima che da Conan Doyle, l’espressione fu usata nel poema “The Ring and the Book”, dell’inglese Robert Browning, il quale, riferendosi ai particolari di un processo per omicidio avvenuto a Roma nel 1698, informa di averli appresi da un old yellow book, da lui acquistato in Italia1. Certo è però che, solo in Italia, e grazie a Mondadori, si può dire semplicemente “giallo” per far comprendere al volo di cosa si sta parlando. In altri paesi, nessuna espressione così sinteticamente azzeccata si è imposta in modo univoco per contrassegnare il genere. In quelli di lingua anglo-sassone si usa distinguere, cosa peraltro non sempre facile, tra detective, crime e mystery stories, o thrillers. Qualcosa di simile avviene in Francia, dove si parla di roman noir, criminel, o di detection, etc., anche se in quest’ultimo paese si è di recente affermata il termine polar, per indicare tutto quel genere di storie che, come i gialli, presentano un quadro della società visto dall’esterno, immediato, esatto, fedele, ma non approfondito dall’interno, e quindi non riproducibile (secondo alcuni, cioè, sarebbe proprio come avviene per l’immagine scattata da una polaroid, che non possiede un negativo dal quale si possano fare delle copie – ma è chiaro che il termine fa anche riferimento all’appellativo policier).

Abbiamo già detto che la “collana madre” della Mondadori fu quella de “I Libri Gialli”, il cui primo numero uscì nel settembre del 1929. Questa ebbe una cadenza quasi sempre quindicinale, anche se le prime uscite furono bimestrali, e quindi mensili, con l’intervallo che separava due uscite successive a diminuire mano a mano che cresceva il successo della serie. Gli ultimi tre numeri, nel 1941, tornarono ad avere cadenza mensile. Era costituita da volumi di formato M, rilegati, DA (intorno alle 250 pagine), con copertina di cartone rigido di colore uniforme arancione (con l’eccezione dei primi 38 numeri, nei quali si alternavano diverse colorazioni, ed erano presenti anche alcune decorazioni geometriche – dal N. 220 in poi la copertina diventò invece flessibile), e arricchiti da una sovraccoperta (tranne i primi 4 numeri), oggi molto ricercata, illustrata da un bel disegno a colori su sfondo giallo (che, nei detti primi 4 numeri, era riportato direttamente sulla copertina). Insomma, veri e propri libri, ben degni di essere conservati in una biblioteca con delle pretese. All’interno, il profilo di una palma con la sigla AM, che fa oggi chiamare questi preziosi reperti “palmine”; all’esterno, il disegno riprodotto sulla sovraccoperta era inserito nel famoso cerchio rosso (il cosiddetto “cerchio magico”), un marchio che avrà anch’esso particolare fortuna come uno dei segni distintivi del genere (a eccezione dei primi 4 numeri, quelli senza sovraccoperta, nei quali il disegno era invece inserito in un esagono). C’è da aggiungere che neanche il cerchio rosso era proprio un’idea originale della Mondadori, visto che compariva a contornare la firma del celebre scrittore inglese Edgar Wallace nella copertina dei suoi romanzi, a partire dal primo pubblicato nel 1905 (e, come vedremo, proprio Wallace compare tra gli autori più ricorrenti nei gialli Mondadori).

Terminiamo questa presentazione generale ricordando il nome di una delle persone che, dopo una breve esperienza come editore in proprio2, fu sin dai primissimi tempi nel gruppo dei collaboratori dell’editore per quanto atteneva al giallo, in relazione alla scelta dei testi da proporre e alle traduzioni: si tratta di Alberto Tedeschi, che sarà oltre che traduttore di gran parte dei libri pubblicati nella parallela collana dei “Gialli Economici Mondadori”, della quale parleremo tra poco, anche curatore della stessa, e, più tardi, mitico direttore della serie de “Il Giallo Mondadori” del dopoguerra, dal 1955 fino alla morte, avvenuta nel 1979. Val forse la pena di ricordare che alla memoria di Alberto Tedeschi è stato intitolato il premio per il miglior giallo inedito di autore italiano assegnato per diversi anni prima al Mystfest di Cattolica, tradizionale appuntamento del cinema e dell’editoria gialla in Italia, poi, nelle ultime edizioni, a seguito di una antipatica e spiacevole scissione, durante il Noir in Festival, organizzato prima a Viareggio, e in seguito a Courmayeur3.

Passiamo adesso a occuparci in dettaglio dei volumi della collana, non senza aver prima notato che nelle uscite 263 e 264 non compare in modo esplicito il numero di serie.



I LIBRI GIALLI, 266 numeri, 1929-1941

Pochi dei “Libri Gialli” furono ristampati nella successiva collana dei “Gialli Economici Mondadori” (per l’esattezza cinque), mentre alcuni furono riproposti in un’apposita serie di ristampe denominata “I Libri Gialli – Serie Capolavori”. Fu forse anche questo tipo di selezione, adottato dalla collana in relazione ai propri testi presunti “migliori”, a creare presso il grande pubblico la fama di autori, per lo più di esclusivo appannaggio della Mondadori, quali A. Christie, M.R. Rinehart, S.S. Van Dine, E. Wallace, nell’anteguerra, e poi anche J.D. Carr, J.H. Chase, T. Downing, M.G. Eberhart, E.S. Gardner, R.King, E. Queen, R. Stout, C. Woolrich, etc., nel dopoguerra9. Anche in questo secondo periodo, infatti, venne edita con grande successo una collana di ristampe, “I Capolavori dei Gialli Mondadori”; virtualmente mai cessata, dal momento che essa è stata soltanto rimpiazzata da una serie analoga, tuttora in corso di pubblicazione, denominata “I Classici del Giallo”10. A quel che sembra, i lettori meno “esperti” preferirono, e preferiscono, affidarsi direttamente a romanzi già preannunciati come capolavori, che non correre il rischio di rivolgersi ad autori e opere non ancora del tutto apprezzati e affermati.

Prima di passare a elencare in dettaglio le uscite di questa serie di “capolavori”, notiamo che l’ultimo numero, che è il 45, non reca né l’esplicita indicazione del numero di serie, né l’intestazione della collana. Inoltre, che il 60-70% dei titoli della collana è dedicata a romanzi del prolifico Edgar Wallace, che era stato anche l’autore apparso nella serie “I Libri Gialli” con un maggior numero di volumi (una quarantina di titoli presentati nei primi cento numeri di questa collezione; in totale, 52 su 266).


I LIBRI GIALLI – SERIE CAPOLAVORI, 45 numeri, 1937-1941


Alla collana principale si affiancò, a partire dal 1933, la seconda grande collezione Mondadori specializzata in letteratura poliziesca, vale a dire quella dei “Gialli Economici Mondadori”. Questi avevano anch’essi cadenza quindicinale, ma mentre “I Libri Gialli” uscivano il 1° e il 15 di ogni mese, i “Gialli Economici” uscivano l’8 e il 23. Si avevano così quattro uscite mensili alternate, a coprire uniformemente, settimana dopo settimana, tutto l’arco del mese, per la gioia dei lettori più accaniti. I volumi di questa nuova serie si distinguevano da quelli de “I Libri Gialli” appunto per una veste editoriale più economica, di grande formato (quello che indicheremo da adesso in poi con la lettera G), DP bianco, copertina di carta semplice illustrata da un disegno a colori sempre inserito in un cerchio rosso.

Questa collana era stata preceduta da una sorta di esperimento del genere consistito nella pubblicazione di 10 grossi volumi dello stesso grande formato, comprendenti più romanzi per volta. Si tratta del “Supergiallo”, che aveva DA giallo, copertina gialla, decorata però anche con altri colori, senza disegno, recante soltanto i titoli dei diversi romanzi contenuti nel singolo volume. “Il Supergiallo”, che all’inizio veniva indicato semplicemente come un supplemento alla collana “I Libri Gialli”, continuò a uscire anche dopo la pubblicazione dei “Gialli Economici Mondadori”, e venne allora definito come supplemento a quest’ultima collana. I Supergialli, che apparvero sempre in una sola uscita annuale, furono in tutto dieci (o meglio, come si vedrà in seguito, nove più uno). Si può in un certo senso asserire che questa collana si sia successivamente “trasformata” in quella dei “Gialli Economici Mondadori”, tanto che, ad esempio, cinque dei primi undici numeri di quest’ultima erano costituiti da romanzi già apparsi nel primo Supergiallo. Del resto, nei “Gialli Economici Mondadori” comparvero, come già detto, anche ristampe di titoli già proposti nella serie “I Libri Gialli”. Ma vediamo adesso tutte le uscite di questa importante collezione, facendole appunto precedere da quelle del “Supergiallo”, precisando che oltre ai numeri normali comparvero anche diversi numeri indicati come numeri bis.



1932 – Il Supergiallo
E. Wallace: La dimora segreta, Il Consiglio dei 411, Il fante di fiori, La ruggine verde, La regina dei ladri.

1933 – Il Secondo Supergiallo

E. Gaboriau: L’affare Lerouge, La cartella N. 113, Il dramma di Orcival, Il signor Lecoq.


1934 – Il Super Romanzo di Georges Simenon

G. Simenon: L’inglese, Il colpo di luna, La casa sul canale, L’asino rosso, Quelli di fronte, Il delitto della signora Pontreau.


1935 – Il Terzo Supergiallo

M.G. Eberhart, La stanza N. 18; E. Wallace, Il levantino; M.R. Rinehart, La finestra sulla notte; R. King, Crociera tragica; R.A. Freeman, Il nuovo Sherlock Holmes.


1936 – Il Quarto Supergiallo

A. Christie, Il mistero del treno azzurro; O. Stefani, Il terzo sparo; A.E.W. Mason, Villa Rosa; R. King, Notte d’orgasmo; M.R. Rinehart, Porte chiuse; H. Hill, Il cerchio si restringe.


1937 – Il Quinto Supergiallo

A. Christie, Ritratto d’ignota; B. Corra, Il manichino dagli occhi viventi; E. Wallace, Il diamante rubato; S. Palmer, Un dramma nell’acquario; C. Waye, Potenze occulte; M.R. Rinehart, La moglie dell’attore.


1938 – Il Sesto Supergiallo

S. Palmer, I passeggeri dell’”Alabama”; M. Allingham, La talpa; M.G. Eberhart, Il pittore scomparso; E. Wallace, La legge della foresta; R. King, Il segreto di Vera Sturm; “Diplomatico”, Delitto all’ambasciata; T.A. Spagnol, L’ombrellino viola; C. Aveline, I due viaggiatori.


1939 – Il Settimo Supergiallo

E. Spencer, Caccia al fantasma; E. D’Errico, L’uomo dagli occhi malinconici; C. Dickson, La casa stregata; M. Fitt, Il razzo; J. Rhode, L’amica dei gatti; R. King, Il diamante perduto.


1940 – L’Ottavo Supergiallo

A. Christie, E’ troppo facile; S.S. Van Dine, L’ultima avventura di Philo Vance; E. D’Errico, Un grido nella nebbia; M. Fitt, Le tre fanfare; G. Scerbanenco, Sei giorni di preavviso; P. Wilde, Gita a sorpresa.


1941 – Il Nono Supergiallo

E. D’Errico, Segni particolari nessuno; E.S. Gardner, Selby accetta la sfida; H. Dietert, X Y Z ; G. Scerbanenco, Nessuno è colpevole; J.J. Farjeon, Il diavolo giallo.



GIALLI ECONOMICI MONDADORI, 198 numeri, più 8 numeri bis (più 1?!), 1933-1942


Informiamo che ben 51 titoli di questa serie vennero ripresentati, con una nuova numerazione, ma in veste editoriale sostanzialmente identica all’originale (le copertine per esempio erano le stesse, tranne in qualche caso, come per esempio nella riedizione del N. 76, “L’ospite invisibile”), tra il 1949 e il 1951, e che nel 1976 vennero proposte anche delle ristampe anastatiche di almeno 8 numeri.

Citiamo infine, ancora in relazione ai “Gialli Economici Mondadori”, un numero speciale uscito come supplemento a questa collana, nel 1937:

– D. Wheatley & J.G. Links, Un delitto al largo di Miami.

Si tratta di un volume di grande formato, copertina di cartoncino di colore grigio uniforme, senza disegno, recante solo l’indicazione del titolo e del particolare contenuto del romanzo. La caratteristica speciale di questo “giallo documento” stava nel fatto che a esso erano allegati “indizi reali”, quali i verbali degli interrogatori della polizia, gli elementi materiali (fiammiferi, capelli, etc.) raccolti sul luogo del delitto, e così via. Nelle intenzioni dei responsabili della Mondadori doveva essere probabilmente solo il primo di una serie di gialli “dossier”, ma la cosa non ebbe seguito, a quel che ci risulta. Il romanzo in questione è stato ristampato qualche anno fa (1984) in forma identica all’originale, con la semplice aggiunta di una sovraccoperta patinata gialla, senza disegno, recante soltanto diverse indicazioni illustrative delle particolarità del volume (e il titolo come “Delitto al largo di Miami”). Tra queste, la notizia che: “Altri tre dossier come questo vennero pubblicati in quegli anni, prima che la guerra ponesse fine alla geniale creatività delle edizioni gialle da collezionista”, ma la cosa non ci sembra corrispondere a verità (né il Catalogo Storico della Mondadori riporta alcuna informazione su questi altri due fantomatici “pezzi” – si può dire a questo proposito che almeno una pubblicazione simile risulta in effetti esistente, ma per i tipi dell’editore Corbaccio: M. Carr, L’uomo venduto 5 volte, 1938). L’anno dopo, 1985, è comparso un secondo “giallo documento” (forse in possesso dall’editore sin dagli anni ’30?!): P. Quentin, Il caso Claudia Cragge, il quale era già stato pubblicato (nel 1965), anche se in quell’occasione soltanto come omaggio per gli abbonati al “Giallo Mondadori”.

Continuiamo a occuparci della produzione gialla della casa editrice Mondadori, procedendo d’ora in avanti secondo l’ordine cronologico.

Negli anni 1932-1933 l’editore inizia a presentare in Italia un autore nuovo del quale avrà per lungo tempo l’esclusiva, e che godrà di un successo (cinematografico prima, quindi televisivo) così grande da essere proposto addirittura in un collana tutta sua. Si tratta del resto di romanzi che seppur sempre appartenenti al genere giallo in senso lato, possono essere considerati a ragione come facenti parte di un filone a sé stante, visto che più che di fiction si potrebbe parlare in questo caso di una vera e propria forma di realismo. L’autore è il celebre scrittore belga Georges Simenon, la collana è quella de “I Libri Neri”: mensile, indicata successivamente anche come “I Romanzi Polizieschi di Georges Simenon”, o più semplicemente come “I Romanzi di Simenon”, comprende 12 numeri, di formato M , DM di colore nero, con copertina non rigida, illustrata da una fotografia in bianco e nero. Il protagonista assoluto della serie, seppure non citato nei titoli, è il famoso commissario della polizia parigina Jules Maigret. Di questi romanzi furono anche pubblicate numerose ristampe, nelle collezioni più disparate. Sempre nel campo del giallo, ma senza il personaggio del commissario Maigret, si iscrive a pieno titolo una seconda breve collana dedicata ad altre opere di Simenon di grande rilievo. Si tratta della collana “Opere di Georges Simenon”, la quale consiste di soli 7 numeri, editi tra il 1937 e il 1940. Sono volumi di formato M, con copertina di cartoncino senza alcun disegno, recante la semplice indicazione del titolo in bianco su sfondo arancione; DM, ancora di colore arancione.


I LIBRI NERI (I ROMANZI POLIZIESCHI DI GEORGES SIMENON – I ROMANZI DI SIMENON), 12 numeri, 1932-1933

1 – L’ombra cinese

2 – Il viaggiatore di terza classe

3 – Il carrettiere della “Provvidenza”

4 – Il cane giallo

5 – L’osteria dei due soldi

6 – Il signor Gallet, defunto…

7 – Un delitto in Olanda

8 – La casa dei Fiamminghi

9 – Al convegno dei Terranova

10 – Il pazzo di Bergerac

11 – L’affare Saint-Fiacre

12 – Pietro il Lettone.


OPERE DI GEORGES SIMENON, 7 numeri, 1937-1940


1 – I Pitard

2 – Quartiere negro

3 – 45° all’ombra

4 – Le signorine di Concarneau

5 – La fuga

6 – L’evaso

7 – Il testamento Donadieu.

Una volta interrotte, come già ricordato nell’introduzione, le uscite di entrambe le collane de “I Libri Gialli” e dei “Gialli Economici Mondadori” nell’ottobre del 1941 (in realtà l’ultimo numero della seconda collana uscì qualche settimana dopo, nel gennaio del 1942), a norma del ricordato decreto del Ministero della Cultura Popolare – emanato a caldo sotto l’influsso del clamore provocato dalle dichiarazioni di un gruppo di giovani rapinatori, che dissero di aver agito a causa dell’influenza esercitata su di loro dalla lettura di libri “gialli” – l’editore Mondadori si limitò da quel momento in poi a inserire qualche romanzo di questo genere nella ricca collana di narrativa popolare che era edita già da vari anni (e precisamente dal 1932), “I Romanzi della Palma”. In questo periodo la collana presentava volumi di quel formato intermedio che indicheremo in seguito con la Q (ma ai suoi inizi la serie usciva invece con volumi di formato G), copertina di cartoncino illustrata da un disegno a colori, titolo in bianco su uno sfondo colorato, rosso, blu o arancione (a seconda del genere del romanzo – i gialli erano ad esempio, anche se non sempre, indicati con il rosso), DM bianco. In questa collezione, uscita fino al 1943, che si compone di 186 numeri (più un numero bis), furono inseriti i seguenti romanzi gialli:

156 – G. Scerbanenco, L’antro dei filosofi

158 – M. Seeley, Il villaggio che mormora

160 – V. Hanson, Terrore nel fortino

162 – M. Somma, Il testimonio di cera

164 – N. Meyn, Appuntamento all’Albergo del Lido

165 – K. Norris, Segreto di famiglia

166 – A. Baracco, La seconda notte

168 – E. D’Errico, L’ospite inatteso

172 – G. Scerbanenco, Il cane che parla

176 – A. De Angelis, Il mistero delle tre orchidee

178 – E. D’Errico, La tipografia dei due orsi

179 – G. Scerbanenco, Si vive bene in due

180 – E. Frince, Il triplice volto

183 – M.G. Eberhart, Le tre scimmiette.

Nella serie “I Romanzi della Palma” non erano in precedenza apparsi libri gialli (o vicini al genere), se non con rare eccezioni, come nel caso dei seguenti titoli:

9 – E. Estaunié, Un mistero in provincia

58 – H. Bordeaux, Caccia al delitto

62 – M.R. Rinehart, Io ti difendo

107 – S. Trebitsch, Un delitto nella nebbia.


Osserviamo che, sempre nell’anno 1942, comparve un solo primo numero di una serie denominata “I Romanzi di Ezio D’Errico”, un non giallo intitolato “L’uomo e la stella”, il quale viene impropriamente riportato nel Catalogo Storico della Mondadori già citato come N. 169 bis dei “Romanzi della Palma”, mentre l’unico vero numero bis della serie è il N. 176 bis, un altro romanzo non giallo di E. D’Errico, “Quelli del campeggio”. Altre opere di D’Errico, gialle e non gialle, furono poi in realtà inserite nella collana de “I Romanzi della Palma”, senza che sia stato dato seguito alla collezione a lui dedicata in esclusiva.

Va detto infine che, sempre nel 1942, Mondadori pubblicò, con l’indicazione “Gli Assi dell’avventura e del mistero”, due volumi unici dedicati alla presentazione dell’opera completa di S.S. Van Dine. Si iniziava così quella che sarà nel dopoguerra la tradizione degli “Omnibus” Mondadori, che raccolgono in un unico volume più opere dello stesso autore, in modo da contribuire ulteriormente, oltre alle ristampe nelle serie di “Capolavori”, alla completa affermazione degli autori preferiti dal pubblico.


1 – S.S. Van Dine: La strana morte del signor Benson, La fine dei Greene, La canarina assassinata, L’enigma dell’alfiere, La dea della vendetta.


2 – S.S. Van Dine: La tragedia in casa Coe, Il mistero del drago, Signori il gioco è fatto!, Il mistero di casa Giardino, Sequestro di persona, L’ultima avventura di Philo Vance.


Si chiude così a rigore l’esame delle pubblicazioni gialle della casa editrice Mondadori, ma, anche se in quest’opera parleremo esclusivamente di collane dedicate alla pubblicazione di romanzi, e non di riviste – intese queste ultime come pubblicazioni periodiche che presentano raccolti insieme, con una veste editoriale più simile a quella dei comuni settimanali che non di un libro, racconti, articoli vari, rubriche, a volte anche romanzi, ma in tal caso di solito a puntate, etc. – non possiamo non ricordare nel nostro contesto la serie mondadoriana, anch’essa di indelebile memoria per gli appassionati, de “Il Cerchio Verde”, alla quale è stato perfino dedicato recentemente uno studio-antologia: “L’Almanacco del delitto”, a cura di G. Padovani e R. Verdirame, Ed. Sellerio, Palermo, 1990. Questa collezione, composta di 111 numeri usciti tra il 1935 e il 1937, in formato tabloid, presentava, salvo sporadiche eccezioni, racconti di diversi autori italiani e stranieri, rubriche cinematografiche, notizie varie, etc.16. Informazioni precise su di essa si possono trovare sia nel citato studio, che in FD. Noi aggiungiamo soltanto che la stessa denominazione “Il Cerchio Verde” fu utilizzata molti anni dopo dall’allora direttore Oreste Del Buono per indicare un “Settimanale d’informazione e di narrativa gialla”, che fu inserito come appendice in fondo al “Giallo Mondadori” (il primo numero di questa rubrica apparve nel N. 1611, del 1979, e terminò, senza mai subire interruzioni, con il N. 1952 del 1986, quando il direttore era Laura Grimaldi).

Ci limitiamo infine qui a segnalare l’unico romanzo apparso nella serie, a parte quelli a puntate:

68 – R. Chanslor, C’è un assassinio nell’aria,

e a dare la scheda completa dei NN. 52 (7.5.36) e 111 (24.6.37), visto che nel detto “L’Almanacco del delitto” il primo viene dato come “irreperibile”, e il secondo addirittura inesistente (la collana si considera cessata con il N. 110):

52 – I tre strumenti di morte (novella di H.R. Chesterton)

Il drago di steatite (novella di E. Queen)

All’altro capo del filo (novella di B. Fleming)

Fuggiasca (novella film di produzione Paramount)

Curiosità criminali – Enigmi polizieschi – Busta Gialla – Giuochi –

Nel regno dell’irreale

In appendice: I gangsters di Chicago


111 – Il banco rosso (novella di L. Chadourne)

Anime tempestose (L’automobile gialla) (novella di L. Peverelli)

Uno strappo alla legge (novella di E.W. Hornung)

G. Martina – Il gentiluomo avvelenatore

Il giallo nella loro vita: Giuseppe Meazza

La crociera verso l’ignoto (romanzo di J. Proscher, V puntata)

Le inchieste del Cerchio Verde – Dove sono andati a finire – Radiomondo giallo.


NOTE

1 Informazione tratta dal Dizionario Letterario delle Opere e dei Personaggi, Ed. Bompiani, Milano, 1947, vol. I, pagina 155. Su questo argomento cfr. anche l’approfondita discussione che ne fa Renzo Cremante in “Di alcuni colori (e nomi) del giallo”, in FD.

2 Vedi le notizie sulla “Collezione A Romanzi polizieschi e d’avventure” fornite nel successivo IV capitolo. Come avremo occasione di notare in seguito, Tedeschi fu anche sporadicamente autore di propri romanzi gialli.

3 Il “Premio Alberto Tedeschi” data dal 1980 – anno della prima edizione del detto Mystfest, purtroppo definitivamente conclusosi nel 1997 – e dura a tutt’oggi. Era stato preceduto, dal 1973 al 1978, da un riconoscimento denominato “Gran Giallo Città di Cattolica”, del quale Alberto Tedeschi era stato anima ispiratrice.

4 Si tratta di un romanzo dal contenuto assai particolare, che un paio di decenni più tardi sarebbe stato inserito senz’altro in una collana di fantascienza.

5 Si tratta proprio del famoso storico.

6 Gastone Bocca, ma in realtà Gaston Boca, un autore francese molto interessante (vedi anche il successivo N. 157), al tempo spacciato per italiano.

7 L’articolo nel titolo cadde nelle successive ristampe.

8 Caso opposto a quello della nota precedente: nelle successive ristampe comparve un articolo nel titolo, “La danza sull’abisso”.

9 In effetti, alcuni di questi autori erano stati pubblicati anche nel periodo da noi preso in considerazione, ma appunto non riproposti in una collana di “capolavori”.

10 In queste collane è stato pubblicato anche qualche romanzo inedito, o apparso in precedenza presso altri editori.

11 All’interno, e nelle successive ristampe, “Il Consiglio dei quattro”.

12 In copertina, soltanto “Ferdinando Di Bagno”.

13 Uno pseudonimo di Alfredo Pitta, noto autore italiano molto attivo nel campo del giallo.

14 In realtà, vi sono molti e motivati dubbi sull’esistenza di questo fantomatico ultimo numero bis, che dovrebbe essere uscito nel giugno del 1940, come il N. 167. Infatti, pur essendo annunciato in questo fascicolo, esso non compare nelle successive liste, che continuano invece a riportare come (ultimo) dei numeri bis il supplemento al N. 166. Inoltre, nessuno di noi, o degli esperti che abbiamo interpellato, risulta averlo mai visto. Ciò nondimeno, esso è presente nel già citato “Catalogo Storico Mondadori”, con l’indicazione di Alberto Tedeschi come traduttore, e di un assai improbabile numero di pagine: 70 (nel senso che, dato il formato dei fascicoli, “in quarto”, il numero delle pagine era sempre un multiplo di 4 – si potrebbe anche notare al riguardo che, quando era stato inserito nel Quinto Supergiallo, nel 1937, il romanzo in parola consisteva di 92 pagine).

15 Val forse la pena di notare esplicitamente che per diversi (qualche volta comprensibili, ma non necessariamente condivisibili) motivi, il nome dell’autore di alcune pubblicazioni gialle di questo periodo (ma non solo!) non corrisponde a quello autentico, e non per scelta volontaria di uno pseudonimo letterario. Quella dell’attribuzione di questo romanzo, e del successivo N. 174, a George Webb Appleton (realmente esistito, e vero autore del precedente N. 135) è un caso paradigmatico, in quanto sotto lo stesso nome si nascondono addirittura tre scrittori diversi. Questo N. 168 è infatti un’opera dell’americano Maarten Maartens, mentre il detto N. 174 è di Israel Zangwill, scrittore inglese di origine israelita, ben noto anche per altre sue produzioni non gialle.

16 Simili a “Il Cerchio Verde” si trovano anche altri precedenti esperimenti editoriali, quali “Il Romanziere Poliziesco”, di cui parleremo nel prossimo capitolo, o “Novelle Gialle”, un supplemento settimanale del “Giornale della Rivoluzione”, che usciva tra il 1932 e il 1933.

Featured image, Storia d’Italia, Italo Balbo nel 1930.
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  1. NASCITA, MORTE E RESURREZIONE DEL LIBRO GIALLO IN ITALIA (seconda parte) | Giallografia - 7 aprile 2012

    […] (continua dalla prima parte) NASCITA, MORTE E RESURREZIONE DEL LIBRO GIALLO IN ITALIA Breve storia e catalogo orientativo delle principali collane edite in Italia dal 1903 al 1948 a cura di Tiziano Agnelli – Umberto Bartocci – Adriano Rosellini CAPITOLO SECONDO QUANDO ANCORA NON SI CHIAMAVANO GIALLI: I PRECURSORI DI MONDADORI Abbiamo iniziato la catalogazione dei gialli pubblicati in Italia nel periodo anteguerra a partire dalla produzione della casa editrice di Arnoldo Mondadori, anche se questi non fu per la verità il primo editore italiano a occuparsi del genere, sia pure sotto il solo profilo delle “collane”. Il giusto rilievo che abbiamo riconosciuto a questo editore trova la sua motivazione nella circostanza che egli ebbe l’indubbio merito di fare uscire questo genere letterario dal settore ristretto in cui forse sarebbe rimasto altrimenti confinato: ovvero, letteratura di evasione e di consumo sì, ma almeno di buona qualità. Esaminiamo brevemente in questo secondo capitolo i suoi precursori, segnalando che uno studio completo di questo periodo, oltre che irto di difficoltà a causa dell’estrema rarità dei relativi “pezzi”, dovrebbe sorprendentemente assumere ben altre dimensioni e profondità. Rinviamo in ogni caso il lettore interessato a qualche ulteriore informazione al già citato FD, una cui parte assai interessante è proprio dedicata a quello che può dirsi il “giallo d’epoca”. Il romanzo giallo – che va opportunamente distinto in quanto “opera di fantasia” dalle cronache di tipo giudiziario-criminale che rispondevano, alla fine dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento, allo stesso tipo di attrazione morbosa dei lettori verso quanto sa di brivido e di criminale – appare in Italia fino dai primissimi anni del nostro secolo, con un certo ritardo quindi rispetto a ciò che era accaduto in altri paesi europei, valga per tutti l’esempio di quelli anglofoni. Ricordiamo che la data tradizionalmente indicata come inizio per il tipo di letteratura di cui ci stiamo occupando è il 1841, anno in cui sul Graham’s Magazine di Filadelfia comparve il celebre racconto di Edgar Allan Poe: “I delitti della Via Morgue”. Però, nonostante un avvio così brillante e precoce già nella prima metà del XIX secolo, bisogna attendere il 1887 per avere la prima storia di Arthur Conan Doyle incentrata sul personaggio di Sherlock Holmes, nell’ormai celebre “Uno studio in rosso”. E’ con questa indimenticabile figura di investigatore, e del suo inseparabile compagno di avventure, il dottor Watson, che viene sviluppata, e mai più abbandonata, la tradizione logico-investigativa che fu già dell’investigatore creato da Poe, Monsieur Dupin, la quale rimase come uno dei tratti salienti più comuni delle storie a tinte gialle, anche se ovviamente non l’unico. Infatti, non sono infrequenti neppure i casi di racconti di grande successo nei quali il ruolo dell’investigazione e dello scioglimento dell’enigma è secondario rispetto al vorticoso e coinvolgente succedersi di eventi comunque misteriosi. Valga per tutti il riferimento a uno scrittore considerato un maestro del genere, il grande Edgar Wallace, del quale si è diffusamente trattato nel capitolo precedente. Dal 1840 al 1880 al genere giallo dedicano loro opere Wilkie Collins in Inghilterra, ed Emile Gaboriau in Francia, mentre in Italia bisogna aspettare il 1863 per avere una prima edizione delle “Storie incredibili” di Poe (G. Daelli e C. Editori, Milano – vedi FD, p. 88), e siamo intorno al 1870 quando i romanzi di Gaboriau vengono presentati per la prima volta a puntate al nostro pubblico. Inoltre, risale soltanto al 1895 la prima apparizione italiana di “Le avventure di Sherlock Holmes” (Ed. Verri, Milano). Il giallo in questo periodo è destinato piuttosto a comparire come romanzo di appendice a puntate in testate di grande diffusione, come per esempio “La Domenica del Corriere” (la cui pubblicazione datava dal 1899). Un fenomeno a parte, ma in qualche misura analogo, è costituito dalla fortuna che incontra la pubblicazione di dispense popolari illustrate, che presentavano ad esempio le avventure di personaggi quali Nick Carter, Petrosino, Nat Pinkerton, Lord Lister (Raffles), etc.1. Altri “eroi” che furono presentati relativamente presto in Italia, dopo il grande successo che avevano raccolto all’estero, furono quelli di Arsenio Lupin, le cui avventure furono proposte dall’Editore Sonzogno negli anni ’20 (ma dopo che questo personaggio era già stato presentato nella collezione “Il Romanzo Mensile”, di cui presto parleremo), e di Fantomas, le cui storie furono pubblicate ancora prima del 1920, dall’Editore Salani di Firenze. Per comprendere appieno la relativa sollecitudine di tali prodotti editoriali, occorre ricordare che le imprese di Fantomas vennero scritte da Pierre Souvestre e Marcel Allain a partire dal 1911, mentre quelle di Lupin, create da un altro francese, Maurice Leblanc, risalgono al 1906. Tale circostanza conferma la tesi che il genere giallo nei primi tempi era ancora scarsamente indipendente, e incapace di prendere il volo senza legarsi a una figura ricorrente di eroe, positivo o negativo che fosse, capace di colpire la fantasia del pubblico, a prescindere dalla specifica qualità della storia raccontata. Dopo questa premessa di carattere generale, iniziamo la nostra rassegna citando la prima collana di narrativa popolare edita in Italia, che presentò frequentemente tra le sue uscite anche dei romanzi gialli, e la cui data di inizio può allora essere proposta come primo estremo del periodo da noi preso in considerazione. Oltre a questa sua caratteristica di precursore assoluto, la serie in oggetto merita di essere ricordata per la regolarità e la durata, la grande diffusione e l’ottimo livello delle storie presentate. Dal punto di vista del nostro studio, ebbe inoltre il merito di pubblicare per la prima volta in una collezione sistematica le avventure di Sherlock Holmes, che erano state oggetto di attenzione anche da parte di diversi altri editori in singoli volumi fuori collana. Si sta parlando de IL ROMANZO MENSILE, delle Edizioni “Corriere della Sera”, Milano, che uscì ininterrottamente dal 1903 al 1945, per riprendere poi le pubblicazioni per qualche anno, ma con diversa denominazione, anche nel dopoguerra (vedi il successivo capitolo V). Si trattava in qualche caso della versione completa di romanzi che erano stati precedentemente proposti a puntate su “La Domenica del Corriere”. I volumi della collana erano di formato G, quello stesso che sarà poi tipico dei “Gialli Economici Mondadori”; DP bianco, copertina illustrata da un disegno a colori di grande impatto visivo (salvo i numeri dei primi 4/5 anni, che non avevano disegno alcuno, ma una semplice copertina di colore grigio uniforme, ed erano senza dorso). La periodicità era rigorosamente mensile, ma numerose furono le ristampe. Il testo, che viene impostato su due colonne parallele, è inframmezzato da parecchie illustrazioni, che ne rendono più attraente la veste editoriale. In questa serie furono presentati al pubblico italiano, in molti casi per la prima volta, diversi autori importanti, tra i quali val la pena di ricordare, oltre al già menzionato Arthur Conan Doyle: Maurice Leblanc, Anna Katharine Green, Gaston Leroux, Sax Rohmer, Stanislas André Steeman, Earl Derr Biggers (il creatore del detective Charlie Chan), Dashiell Hammett, Anthony Morton (uno dei tanti pseudonimi del prolifico John Creasey), Carter Dickson (nom de plume del grande John Dickson Carr), etc.. Una menzione speciale va fatta per i romanzi scritti da Georges Sim, pseudonimo dietro il quale si cela il celebre Georges Simenon. Diamo a titolo di esempio le uscite dei primi 10 anni de “Il Romanzo Mensile”, anche per mostrare quali testi venivano così proposti in una veste assolutamente economica a un grande numero di lettori, nonché come si alternava il genere giallo ad altri generi (e si osservi che in questa collana apparvero anche, sia pure sporadicamente, dei veri e propri romanzi di fantascienza). Elenchiamo pure di seguito, in modo certamente incompleto, alcuni altri romanzi gialli (o “contigui” al settore) apparsi nella collana in oggetto. In qualche caso, nella lista sono compresi anche romanzi che certamente non sono gialli, ma i cui autori occupano un posto di rilievo nella storia del genere, e quindi sono comunque di nostro interesse. IL ROMANZO MENSILE Naturalmente, il successo di questa serie attirò anche l’attenzione di diversi diretti “concorrenti”, sia per tematiche trattate che per impostazione grafica, tra i quali ricordiamo soprattutto IL ROMANZIERE ILLUSTRATO DELLA TRIBUNA (1909-1911), edito da La Tribuna, Roma2. La periodicità di questa seconda collana era quindicinale, e la copertina (ma anche l’interno) illustrata da artisti valenti, quali Luigi Dal Monte, Giovanni Martoglio, Umberto Prencipe, Ottaviano Caroselli, etc.. Segnaliamo soltanto i pochi titoli di romanzi gialli o affini che conosciamo apparsi in questa collana: 1909 2 – F. Hume, Il mistero di un Cab 8 – P. d’Ivoi, La spia X 323 1910 1 – A.K. Green, Il diamante rubato 2 – W. Collins, La morta che vive ? – J. Lermina, La vittima ? – Y. Bernard Derosne, Mehalah ? – J.L. Iron, La basilica insanguinata 22 – M. Cavalieri, Il mio delitto 1911 26 – G. Gray3, La pista 30 – A. Dumas f., Come uccisi… Analoga a questa collezione, e risalente allo stesso periodo (i primi esemplari che possediamo sono senza data, ma questa si può parzialmente desumere dal’indicazione del prezzo, che è di 15 centesimi), è quella de IL ROMANZIERE POPOLARE, della Società Editoriale Milanese, anch’esso presentato in fascicoli di grande formato tabloid, del tipo di quello che sarà “Il Cerchio Verde” (vedi capitolo precedente), che si poteva però agevolmente piegare in due. Segnaliamo, tra i relativi titoli: Mrs Lovett Cameron, Per un’eredità; A.C. Doyle, I naufraghi. Troviamo sorprendentemente la stessa collana ancora attiva diversi anni più tardi (dopo un’interruzione dovuta agli eventi bellici?!): P. de Garros, Il dirigibile fantasma (1924); P. de Garros, Il sogno di Paolo (1928 – adesso la serie era proposta come un supplemento al giornale “Il Capriccio”); Rocco De Zerbi, L’avvelenatrice (1928); P. Mael, Il segreto della zia (1928). Un ulteriore esempio di questo genere di pubblicazioni è dato da L’ILLUSTRAZIONE POPOLARE, della Casa Editrice Fratelli Treves, Milano, che però assomigliava di più a una vera e propria rivista, come per esempio “La Domenica del Corriere”. Qualche titolo di racconti, comparsi anche a puntate: 1911 – Miss E. Braddon, Ciò che manca; 1912 – M. Lionnet, L’errore del tenente; F. Marryat, Perché quel delitto?; 1913 – A.C. Doyle, Quale terribile vendetta!; F. Marryat, La vendicatrice. Come abbiamo detto, in questa prima fase la letteratura gialla sembra prestare maggiore attenzione ad avventure incentrate su singoli personaggi, tra le quali in modo particolare quelle di Sherlock Holmes, che la Casa Editrice Salani, Firenze, inserisce già prima del 1910 nella sua “Biblioteca Salani Illustrata” (che era attiva sin dal 1901, e durò fino al 1917)4. Assieme ad esse, compaiono per esempio anche quelle di Raffles, figura di ladro gentiluomo come Arsenio Lupin, creata da E.W. Hornung nel 1899. Lo stesso editore va ricordato in questo capitolo per la presentazione di tutti gli episodi della serie dedicata all’eroe “negativo” Fantomas, creato dai francesi Pierre Souvestre e Marcel Allain. Questa collana viene indicata a volte come COLLEZIONE FANTOMAS, anche se in realtà i volumi facevano parte della già citata “Biblioteca Salani Illustrata”, visto che ne recano il numero progressivo di serie sulla costa. Elenchiamo qui di seguito le 32 uscite della collezione, anch’esse successivamente più volte ristampate da altri editori, Mondadori per ultimo. 1 – Fantomas 2 – Juve contro Fantomas 3 – Il morto che uccide 4 – L’agente segreto 5 – Un re prigioniero di Fantomas 6 – Il poliziotto apache 7 – L’appiccato di Londra 8 – La figlia di Fantomas 9 – Il fiacchere di notte 10 – La mano troncata 11 – L’arresto di Fantomas 12 – Il magistrato ladro 13 – La livrea del delitto 14 – La morte di Juve 15 – L’evasa da San Lazzaro 16 – La sparizione di Fandor 17 – Il matrimonio di Fantomas 18 – L’assassino di Lady Beltham 19 – La vespa rossa 20 – Le scarpe del morto 21 – Il treno perduto 22 – Gli amori di un principe 23 – I fiori della morte 24 – Il fantino mascherato 25 – La bara vuota 26 – La caccia al trono 27 – Il cadavere gigante 28 – Il mistero della zecca 29 – Il tesoro di Fantomas 30 – L’albergo dei delitti 31 – La cravatta di canapa 32 – La fine di Fantomas. Questi volumi, ancora oggi molto ricercati, avevano una veste editoriale molto attraente, con la copertina di carta patinata illustrata da un disegno a colori, DA bianco. Il primo volume della serie è riferibile all’anno 1912, secondo FD, e questa sarebbe un’ulteriore riprova della rapidità con cui l’editoria italiana fu in grado di proporre al grande pubblico storie che avevano già ottenuto un notevole successo all’estero. In effetti, la serie di Fantomas fu pubblicata la prima volta in Francia tra il 1911 e il 1913, per cui la tempestività di Salani appare addirittura esagerata (va detto che chi scrive è in possesso di una copia che appare identica in tutto e per tutto a questa prima edizione, fatta eccezione per la data, che è il 1915). L’editore Salani in quegli anni, intorno al 1909, pubblicò anche le avventure di Giuseppe Rouletabille, personaggio creato dalla fantasia di Gaston Leroux: Il mistero della camera gialla; Il profumo della signora vestita di nero; Le avventure straordinarie di Giuseppe Rouletabille, Reporter5. Firenze appare essere in questo periodo un centro fervente di editoria “popolare”. In quegli stessi anni troviamo infatti attiva una collana denominata IL ROMANZO (inizialmente, 1911, un supplemento di “Letteratura Amena” a “Le Cronache Letterarie”), che usciva sotto forma di fascicoli settimanali per opera dell’Editore Antonio Quattrini (del quale avremo modo di riparlare presto). Alcuni titoli apparsi in questa collezione: 1911 – A.C. Doyle, Sherlock Holmes; A.C. Doyle, Le prime imprese di Sherlock Holmes; P. Mael, La torpediniera; A. Ponson du Terrail, I misteri del castello di Panesterre; A. Ponson du Terrail, La zingara avvelenatrice; 1913 – Marlitt [sic], Il segreto della defunta. Con il N. 48, a causa di esplicitamente denunciate (“Ai nostri lettori…”) sgradite “imitazioni”, la collana cambia denominazione, e diventa IL ROMANZO QUATTRINI. Questa, oltre a una “serie A” di letteratura ordinaria, intende presentare ben altre tre serie: “B Avventure, C Parnaso, D Popolare”. In questa collana IL ROMANZO POPOLARE apparvero nel 1911 vari romanzi di Gaboriau: Il signor Lecoq, Marianna Lacheneur, Per l’onore del nome, La vittoria di Lecoq, Intrighi d’amore, Lecoq in azione. A Milano, invece, la Casa Editrice Bietti presentò analogamente, tra il 1914 e il 1920, una serie ben organizzata, tutta dedicata al genere poliziesco, intitolata LE AVVENTURE DEL POLIZIOTTO AMERICANO BEN WILSON, che si rifaceva alla tradizione delle dispense popolari illustrate, ispirate a “realistiche” avventure poliziesche, alle quali abbiamo già accennato. La differenza è che qui si tratta ormai di libri normali, senza illustrazioni. L’intera collana, che è composta da 24 titoli, è costituita da volumi di formato M, DA, privi di numerazione e data, opera tutti dello stesso autore, Ventura Almanzi. La copertina è illustrata da un disegno a colori. Ne sono uscite due serie, di 12 numeri cadauna, delle quali diamo qui di seguito i titoli. I serie 1 – Gli schiumatori di Nuova York 2 – I delitti della cameriera 3 – Una tragedia tra le quinte 4 – La spia di guerra 5 – Il morto assassino 6 – La casa misteriosa 7 – La bomba vendicatrice 8 – Ben Wilson contro Sherlock Holmes 9 – Il club dei bastardi 10 – Il segreto del Dr. Delavigne 11 – Il mistero del Madison Square 12 – Il tesoro della trincea II serie 13 – La Russia rossa 14 – L’eredità del galeotto 15 – I falchi dell’Hudson 16 – La toga del diavolo 17 – La fuga dei milioni 18 – L’uomo dal berretto blu 19 – I giustizieri della California 20 – Il bagno di fuoco 21 – Il delitto del Metropolitan Club 22 – Il controllore della New York-Patterson 23 – I creditori della sedia elettrica 24 – L’impronta fatale. La stessa casa editrice presentò poi negli anni ’30 vari altri romanzi gialli, nella sua collana di narrativa popolare denominata “Biblioteca Reclame”. Tra questi ricordiamo alcune opere di Edgar Wallace (che non sempre sono inquadrabili nel genere giallo, a riprova dell’estrema versatilità e dell’inesauribile vena narrativa di questo autore): La casa segreta; Il libro della potenza; La mano rossa; Il fiume delle stelle; Il cavallo grigio; I quattro uomini giusti; Il Consiglio di giustizia; Kate e i suoi dieci; I nove; Sanders del fiume; L’ammirabile Carfew; Bosambo del fiume; L’angelo del terrore; Il duca nel sobborgo; L’uomo che non dormiva; I quattro libri di Bart; L’uomo che comprò Londra; Il mistero della candela ritorta; La caccia ai milioni; La casa del mistero; La terra nascosta. Quanto al genere che ci interessa, nella stessa collana comparvero anche opere di G.K. Chesterton (L’uomo che fu detto Giovedì); di E.P. Oppenheim (Il signore di Montecarlo); di W. Le Queux (I quattro che sfuggono); etc.. Sempre nell’ambito delle collane seriali che compaiono in questo periodo, va ricordata la COLLEZIONE DI AVVENTURE POLIZIESCHE, edita dalla Bemporad, Firenze, senza data, ma attribuibile intorno al 1921. Si tratta di romanzi di un unico autore, Gustavo Le Rouge, tutti incentrati sullo stesso personaggio, “Il misterioso Dr. Cornelius”, presentati però con la dicitura: “Ogni volume sta a sé e contiene un romanzo completo”6. Piccoli volumetti formato M, tutti regolarmente numerati, con copertina di carta semplice illustrata con un disegno a colori, DP bianco. Secondo FD, p. 111, ne sono usciti 21 numeri, ma a noi risultano soltanto i seguenti 18 titoli7. 1 – L’enigma del ruscello sanguinoso 2 – Il castello dei diamanti 3 – Lo scultore di carne umana 4 – I Lords della Mano Rossa 5 – Il segreto dell’isola degli appiccati 6 – I cavalieri del cloroformio, 7 – Un dramma al Lunatic-Asylum 8 – L’automobile fantasma 9 – La casa dei fantasmi 10 – Il ritratto di Lucrezia Borgia 11 – Cuore di zingara 12 – La crociera del Gorill Club 13 – Il fiore del sonno 14 – Il busto dagli occhi viventi 15 – La signora delle scabbiose 16 – La torre della febbre 17 – Il pazzo della casa azzurra 18 – Giù le maschere! Allo stesso autore, Gustavo Le Rouge, fu successivamente dedicata (1930) anche una collana di dispense popolari illustrate da parte dell’Ed. Sonzogno, intitolata LE MERAVIGLIOSE AVVENTURE DEL MILIARDARIO TODD MARVEL, delle quali diamo qui di seguito i titoli. 1 – Il segreto di Wang Tai 2 – Il prato dei fantasmi 3 – Gli attentati di Isis Lodge 4 – Le apparizioni del cinematografo 5 – La fine del bandito 6 – Duplice scomparsa 7 -I milioni della banca 8 – Il sotterraneo di bronzo 9 – Miss Rosy, ladra di “chéque” 10 – I segnali misteriosi 11 – La pianta assassina 12 – Il ritratto suggestionante 13 – Lo specchio elettrico 14 – I cercatori d’oro 15 – Sorprese sull’oceano 16 – Una fuga romanzesca 17 – Inchiesta difficile 18 – Il cerchio di Chatenay 19 – Senza quartiere 20 – Giustizia di Dio. Ancora in questo stesso ordine di pubblicazioni, va ricordata la collana degli STRABILIANTI RACCONTI AVVENTUROSI DI JOHN SILOCH, della Società Editrice Toscana, San Casciano Val di Pesa (Firenze), 1924. Si tratta di soli 5 numeri di presentazione abbastanza modesta, formato M , copertina di carta semplice illustrata da un disegno a colori, nei quali vengono raccolte alcune delle suddette avventure: 1 – Il ratto di Miss Ellen – Il doppio delitto di Orazio Makling – Il delitto scientifico – L’evasione di Fun-Kiau 2 – Il campo della morte – Il bersaglio umano – I misteri della città sotterranea – Una tragica eredità 3 – L’uomo senza nome – L’assassinio dell’ambasciatore – Il treno fantasma – Il mistero Steinhel svelato da Siloch 4 – L’assassinio di Sherloch Holmes [sic] – Un furto originale, Il suicidio del cleptomane 5 – Ruder-Ox, Il bandito gentiluomo – L’uomo invisibile – Miss Corner – L’orribile attentato – Il trionfo di Siloch. Questi episodi erano già comparsi nel 1909 come 19 fascicoli a sé stanti per i tipi della Casa Editrice Italiana, Milano (vedi FD , o il I volume di Eroi del racconto popolare – citato nella Nota N. 26 – p. 205). I volumi non recano l’indicazione dell’autore, ma è noto che furono scritti da un editore nell’inconsueta veste di autore (informazione da FD, p. 24). Si tratta di quell’Antonio Quattrini, Firenze, già citato, che in effetti ripubblicò in proprio da editore, intorno al 1928, alcuni suoi romanzi gialli già compresi nella serie dei racconti di John Siloch: Il delitto scientifico; Il treno fantasma; L’assassinio di Sherlock Holmes; etc.. Altre collane di letteratura popolare edite da Quattrini, oltre a quelle già citate, “Il Romanzo” e “Il Romanzo Popolare”, furono: “Biblioteca Amena” (nel 1924 pubblicò per esempio: A. Belot, Una giuocatrice; W. Barrett, la sepolta viva); “Romanzi Allegri”; “Novelle Mondane”; “Biblioteca Infantile Quattrini”. E’ giunto ormai il momento di occuparci del più importante tra i precursori di Mondadori, cioè dell’EDITORE SONZOGNO, Milano, che abbiamo già avuto modo di citare in questo stesso capitolo. A partire dal 1914 questi pubblicò la serie de I ROMANZI POLIZIESCHI, che può essere a buon diritto considerata la prima collana gialla, nel senso stretto del termine, edita in Italia: sia per l’esplicita intestazione, sia perché propose, anche se solo parzialmente, diversi autori e diversi personaggi. In effetti, quasi tutti i romanzi della collana (fino al N. 24 compreso, su un totale di 31) sono opera dello scrittore francese George Meirs8, mentre solo i restanti sono di altri autori. Inoltre, i romanzi del Meirs sono anch’essi incentrati su un protagonista ricorrente, contenendo dapprima le “Avventure di William Tharps, il celebre poliziotto inglese”, quindi quelle di Walter Clarck, pure definito “Il celebre poliziotto inglese” (mentre, per esempio, nei successivi “gialli storici” del francese Rodolphe Bringer si parla de “I poliziotti dell’Imperatore”). Ciò conferma che siamo ancora nel periodo in cui si puntava su un solo autore e un unico “eroe”, anche se cominciava a darsi qualche avvicendamento all’interno della collana stessa. Il gusto è ancora quello che privilegia un filone che potremmo definire, in qualche modo, “realista”, ma la collezione nel complesso appartiene senz’altro a quella fase di transizione che possiamo considerare l’alba della storia delle collane gialle in Italia. Abbiamo già detto che la serie consta di 31 numeri, più volte ristampati. Volumi di formato M, generalmente senza data, ma regolarmente numerati, alcuni degli ultimi recano l’indicazione degli anni 1923-1924, ma forse si tratta già di ristampe; copertina patinata illustrata con un disegno monocromatico, DA bianco: 1 – G. Meirs, Il cadavere assassino 2 – G. Meirs, Una mano nella notte 3 – G. Meirs, L’enigma del treno N. 13 4 – G. Meirs, La carta insanguinata 5 – G. Meirs, Il castello stregato 6 – G. Meirs, L’automobile rosso 7 – G. Meirs, L’opale tragico 8 – G. Meirs, Il segreto della mummia 9 – G. Meirs, Il fantino scomparso 10 – G. Meirs, Il mistero della casa bianca 11 – G. Meirs, La mano fantasma 12 – G. Meirs, L’ombra che uccide 13 – G. Meirs, L’antro spaventoso 14 – G. Meirs, Il dramma di Via Broca 15 – G. Meirs, Le perle fatali 16 – G. Meirs, La macchia di sangue 17 – G. Meirs, L’uomo dai due corpi 18 – G. Meirs, Passi sulla sabbia 19 – G. Meirs, Il dito tagliato 20 – G. Meirs, IL segno misterioso 21 – G. Meirs, Un grido nelle tenebre 22 – G. Meirs, Lo scheletro con le mani legate 23 – G. Meirs, La soglia insanguinata 24 – G. Meirs, L’X misterioso 25 – J.J. Renaud e E. Alary, Le dita che parlano 26 – G. Mantignac, La scomparsa di Mara 27 – T. Bernard, Il marchio sulla spalla 28 – R. Bringer, L’ombra di Fouché 29 – R. Bringer, Il mistero del 19 brumaio 30 – V. Mandelstamm, L’impero del diamante 31 – V. Mandelstamm, L’affare del teatro grande. Qualche anno dopo “I Romanzi Polizieschi”, e precisamente nel 1922, ancora l’Editore Sonzogno propone I RACCONTI MISTERIOSI, una collana che presenta una notevole alternanza di autori, e viene dedicata quasi esclusivamente al genere giallo, seppur inteso in un’accezione un po’ più estesa, a comprendervi anche la connotazione semplicemente “avventurosa” (vi fu pubblicata per esempio una versione del romanzo di Bram Stoker, Dracula). L’esperimento editoriale ebbe però vita breve, fors’anche per l’eterogeneità dei testi che in esso vennero presentati. Ne sono usciti almeno 22 numeri, simili come aspetto ai “Romanzi Polizieschi”: formato M, copertina illustrata da un disegno a colori, DA bianco: 1 – P. d’Ivoi, Il pozzo del moro 2 – P. d’Ivoi, L’obice di cristallo 3 – P. d’Ivoi, Il Nilo insanguinato 4 – F.C. Rosensteel, 1 + 1 + 1 5 – G. Meirs, L’attimo terrificante 6 – G. De Quirielle, L’uovo di vetro 7 – L. Groc, La città stregata 8 – F. Aubier, L’orma allucinante 9 – P. Zaccone, Il segreto della camera d’ebano 10 – P. Giffard, Il violino fantasma 11 – E. Char, Joc il vendicatore del bagno 12 – B. Stoker, Dracula 13 – E. Char, Il morto che vola 14 – C. Sacchetti, Gli uomini dell’ombra 15 – M. Drake, W O2 16 – L. De Larmandie, Intorno a un mistero 17 – G. Hoche, Il segreto dei Patterson 18 – W. Le Queux, Sotto l’artiglio del mostro 19 – G. De Quirielle, La Gioconda rediviva 20 – G. Guesviller, Il collo bianco 21 – J.M. Escamez, La città dei suicidi 22 – L. d’Hée, Ombre nelle nubi. Aggiungiamo che, nel N. 21, il successivo romanzo di L. d’Hée veniva annunciato come “Un fumo nella nuvola”; inoltre, sempre nello stesso numero si informava della prossima uscita di altri due romanzi: J. De Quirielle, L’uomo che fa parlare le bestie; M. d’Aghonne, La chiusa dei cadaveri, che non ci risulta però siano mai stati effettivamente pubblicati. Una storia delle Edizioni Sonzogno in questo periodo non può non ricordare che, a partire dal 1924, esse iniziarono una nuova pubblicazione delle avventure di Arsenio Lupin, in fascicoli illustrati di grande formato, simili alle dispense popolari di cui si è più volte parlato. Di questa serie di romanzi torneremo a dire nel prossimo capitolo, in relazione alla ristampa che ne venne fatta (anche se in veste editoriale completamente differente) negli anni ’30 dallo stesso editore. Citiamo infine, sempre facente parte delle medesime edizioni, la collana intitolata IL ROMANZIERE POLIZIESCO, per la quale videro settimanalmente la luce tra il 1921 e il 1924 ben 134 fascicoli (più volte ristampati), presto imitati da quelli di un’analoga serie della Casa Editrice Varietas, di Milano, avente però cadenza quindicinale, chiamata IL ROMANZO POLIZIESCO, 1921-1922 (informazione da FD, p. 27). La veste editoriale era quella di una comune rivista, soltanto otto pagine di grande formato, SD, prima pagina illustrata a tutto campo in funzione di copertina da un bel disegno a colori. Pur non trattandosi di veri e propri libri, la collezione prometteva di fornire in ogni fascicolo un romanzo completo. In realtà, si trattava generalmente soltanto di racconti brevi, ma vi fecero comparsa saltuariamente anche alcuni romanzi “normali”, ma allora sempre proposti a puntate. A rafforzare l’analogia con una vera e propria collana di libri, i racconti pubblicati recano quasi sempre il nome dell’autore; più precisamente, è soltanto dal N. 115, edito nel settembre del 1923, che i testi appaiono anonimi. Aggiungiamo a titolo di curiosità che ogni numero era presentato come “assolutamente inedito”, precisazione questa quanto mai opportuna nel nostro campo di interesse, infestato da tante e diverse riedizioni delle stesse opere con titoli modificati, a volte attribuite perfino ad autori diversi. Per fare qualche esempio tra i più significativi, citiamo il caso di Donald Baron, con il suo “Guanto verde del ricatto”, edito negli anni ’70 da Longanesi, che era già apparso ne “I Gialli Mondadori”, N. 383 del 1956, come “Il delitto mi ha vinto”, con la firma del prolifico Franco Enna; e quello veramente grottesco di un Edward Ronns, Naufraghi dell’inganno, N. 490 de “Il Giallo Mondadori”, che riappare nella stessa collana, e all’insaputa dello stesso editore!9, con il vero nome dell’autore: Edward S. Aarons, e il titolo “Dollari maledetti dollari”, N. 1469. Dopo questa digressione, diamo adesso qui di seguito i titoli dei 134 fascicoli della serie in parola. IL ROMANZIERE POLIZIESCO Per quanto riguarda la citata collana concorrente de “Il Romanziere Poliziesco”, e cioè “Il Romanzo Poliziesco”, delle Edizioni Varietas, di essa siamo in grado di fornire i seguenti titoli: 1 – A. Le Duc, Il pugno che uccide 2 – U. Eigant, La tegola insanguinata 3 – A. Le Duc, Le mani troncate 4 – A. Roasskott, Il fantasma ladro 5 – A. Roasskott, Le sigarette misteriose 6 – A. Le Duc, Il ricatto del morto 7 – L. Lewis, La vendetta del forzato 8 – A. Le Duc, La setta dell’anello rosso 9 – R. Fusilli, Il teschio d’ebano 10 – A. Le Duc, I cappelli di fiamma 11 – R. Fusilli, La cassa di zinco 12 – A. Le Duc, Il furto dell’American 13 – Mac Lon, Le perle del Rajah 14 – A. Le Duc, Caretas contro Arsenio Lubin [sic] 15 – A. Le Duc, L’assalto al Re del Solitario 16 – E. Ducal, Caccia alla tigre 17 – A. Marin, Un mistero fra due pareti 18 – A. Le Duc, La macchia sul blasone 19 – C. Merilin, Il mistero delle Folies Dorées 20 – E. Philips, Nel covo dei falsari 21 – A. Le Duc, La vendetta del Corso 22 – C. Merilin, I fratelli della notte 23 – A. Le Duc, Caretas contro Caretas 24 – J. Moselli, John Strobbins 25 – V. Brown, L’eredità pericolosa 26 – J. Moselli, 180 milioni di dollari 27 – A. Le Duc, L’iniezione di pazzia 28 – R. Fusilli, La pineta in fiamme 29 – J. Moselli, Il quarto ladrone 30 – J. Moselli, Il vagone d’argento 31 – J. Moselli, La scomparsa del governatore – Il radio del Prof. Allan Gordon – Il mistero del fattorino 32 – J. Moselli, L’assassinio del procuratore generale – Il furto delle banconote 33 – J. Moselli, Le gemme della morte 34 – J. Moselli, Il furto delle pietre preziose 35 – J. Moselli, Il re dei vagabondi. Esaminiamo infine, in ordine sparso, alcune altre collane che meritano di essere ricordate in uno studio dedicato ai “precursori”. Senza data, ma presumibilmente anteriori al 1920, abbiamo I ROMANZI SENSAZIONALI, delle Edizioni Illustrate Americane, Roma, che ricordano un poco nella veste editoriale i volumi della serie “Il Romanzo Mensile”, ma con formato leggermente più piccolo (quello che abbiamo indicato con Q); copertina illustrata da un disegno a colori, DP . La serie presenta “romanzi completi”, dei quali conosciamo soltanto i primi sei numeri: 1 – B. Oehlmann, Il mistero della casa di fronte 2 – M. Blanck, Il re del rame 3 – A.E. Apple, Il siluro infernale 4 – J. Kingston, Odio di razza 5 – J. MacPerson, La follia del Dott. Wells 6 – P. Wright, Tragico destino. Per la stessa casa editrice, e negli stessi anni, uscivano i fascicoli di una collana denominata RACCONTI POLIZIESCHI, di veste editoriale assai simile a quella delle dispense popolari illustrate di cui abbiamo spesso parlato, ma che, a differenza di quelle, presentavano in ogni fascicolo “un racconto completo” (anche se, a rendere più stretta l’analogia con le dispense popolari, mancava l’indicazione del nome dell’autore). Si tratta di fascicoli di formato G di sole 16 pagine, SD, copertina di carta semplice illustrata da un bel disegno a colori. Siamo in grado di citare soltanto alcuni titoli: 2 – Roque, l’assassino del Tennessee 5 – La mummia dalle palpebre d’oro 19 – La vendicatrice del forzato 20 – Il fantasma dei treni espressi. Le stesse edizioni furono attive agli inizi del secolo anche nel campo delle dispense popolari illustrate propriamente dette, presentando in quel periodo una serie di volumi dedicati alle avventure di un personaggio chiamato Sir Ralf Clifford, e un’altra dedicata a quelle di Mister John Palmer, detto “Il Re del Mistero! Il Re dell’Avventura! Il Re dell’impossibile!”. Probabilmente dello stesso tipo de “I Racconti Misteriosi” volevano essere poi I RACCONTI D’AZIONE E DI MISTERO, delle Edizioni Gloriosa, Milano, pubblicati nel 1926, dei quali conosciamo soltanto un primo numero: 1 – Franco Lecce, L’uomo dal dito mozzato (informazione da LR). La stessa Casa Editrice Gloriosa pubblicò nel 1922 un romanzo di formato G, copertina illustrata dal noto disegnatore Domenico Natoli, scritto da un certo Thomas Ferney, intitolato: “La Pioggia dei Miliardi, Straordinarie Avventure del Detective William Brandson”. Ancora dello stesso genere che comprendeva giallo e avventura, con una predominanza però del secondo tipo di racconti, è la COLLEZIONE D’AVVENTURE, della Casa Editrice Picco & Toselli, Torino, apparsa tra il 1925 e il 1928. Le stesse edizioni pubblicavano nel 1926 una COLLEZIONE DRAMMATICA, più propriamente orientata verso il genere giallo, che presentava, senza riportare il nome dell’autore, quelle che venivano definite come “Le meravigliose gesta di Jordan”. Volumetti di formato M, SD, con copertina di carta semplice rossa illustrata con un disegno inserito in un cerchio. Ecco i primi 10 titoli della serie: 1 – Il sotterraneo dello spavento 2 – Il sacco misterioso 3 – La corsa alla morte 4 – La locanda del delitto 5 – Il mistero di Villedieu 6 – I cinque fuochi nella notte 7 – L’isola della fattucchiera 8 – La pioggia di sangue 9 – Un attimo di pazzia 10 – L’enigma del treno di Brest. NOTE 1 Per qualche specifica notizia al riguardo si rimanda senz’altro alla splendida opera di F. Cristofori e A. Menarini, Eroi del racconto popolare – Prima del fumetto, 2 Voll., Ed. Edison, Bologna, 1986-1987. 2 Nota anche per la sua serie “La Tribuna Illustrata”, attiva sin dal 1891, che pubblicò a puntate (1922) alcuni romanzi di G. Le Rouge (vedi capitolo II): Il tappeto azzurro; Fiorella, colomba parigina, negli occhi del falco. Nel 1923, apparve qui, sempre a puntate, anche un romanzo di J. de Quirielle, Il ladro di cervelli (informazione da Pirani). 3 Si tratta in realtà di un’opera di A.K. Green, presentata sotto un falso nome. 4 Si veda FD per tutto quanto concerne le prime pubblicazioni in Italia degli episodi della “saga” di Sherlock Holmes. 5 E’ doveroso ricordare anche altre collane di letteratura popolare edite da Salani, quali la “Biblioteca Economica”, che inizia le pubblicazioni nel 1909, e la “Collana Romanzi Salani”, che fu attiva dal 1927 al 1932 (informazioni da Pirani). 6 Solo assai di recente (1991) le avventure del Dr. Cornelius sono state riproposte dalle Edizioni Garden, nella collana IL GIALLO CLASSICO. 7 Un altro romanzo di questo autore, “La vendetta del dottor Mohr”, non appartenente al ciclo in esame, fu pubblicato in Italia (1927) a puntate nella collana “Collezione d’Avventure”, Ed. Picco & Toselli, Torino (vedi alla fine del presente capitolo). Una sua ristampa, 1938, fu proposta da “Il Romanzo d’Avventure”, della Sonzogno (vedi capitolo III). 8 Diversi romanzi di George Meirs sono stati ripubblicati dalla Sonzogno negli anni ’70. 9 Come si sa per certo da corrispondenza privata. Continua…. Featured image, Storia d’Italia, la Principessa di Napoli, Elena di Montenegro, nel 1897. Like this:LikeBe the first to like this post. […]

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