Premio Letterario L’indizio Nascosto 2010: ma allora come dobbiamo scriverlo questo romanzo giallo perfetto?

di Rina Brundu. Riflessioni e speculazioni tecniche

Non l’abbiamo trovato! Neppure quest’anno! Dopo tre edizioni del nostro ormai mitico premio letterario, dopo 50 testi visionati e spulciati con grande attenzione, non abbiamo ancora un singolo autore che possa fregiarsi del titolo di Giallista dell’anno!

Vero è naturalmente che, come nel caso di questa terza edizione appena terminata, cammin facendo stiamo incontrando numerosi giovani scrittori che meritano. Numerosi giovani scrittori che, siamo convinti, un giorno potranno dire la loro su altri palcoscenici… e questo è, di per sé, gratificante.

Scrittori come Matteo Poletti fanno onore al nostro concorso. E gli danno ragione di esistere. Più il tempo passa infatti, più mi rendo conto che l’indizio sta diventando una palestra di scrittura, un modo per un giovane autore di lanciarsi, di farsi conoscere, dopo spetterà a lui o a lei soltanto capitalizzare sul credito accumulato.

Mi chiedo dunque se, prima di speculare sulle ragioni che ancora non ci hanno permesso di incoronare un Giallista dell’anno, non occorra investigare sulle ragioni che hanno permesso a Matteo e a Nicoletta di vincere il concorso. Del resto, al momento, sono proprio loro i nostri punti di riferimento.

Capacità tecnica e qualità scritturale

Non ho dubbi che i tratti che accomunano Matteo e altri nostri autori siano primariamente la grande capacità tecnica e l’ottima qualità artigianale della loro scrittura. La qualità artigianale è conditio imprescindibile!

Nel caso di Matteo, questa qualità sembrerebbe sia stata aiutata da un background classico, una formazione al DAMS, una passione importante per la sceneggiatura. Dalle informazioni che ho al momento su Nicoletta, la mia impressione è che, nel suo caso, quell’identica caratteristica derivi soprattutto da una coscienziosa applicazione-alla-scrittura, pungolata da una “urgenza dell’anima”  riconoscibilissima da chiunque sappia di essere nato “per-scrivere”. Qualunque cosa questo voglia dire.

A mio modo di vedere però, la differenza, rispetto ai tanti altri bravi scrittori che hanno partecipato al nostro concorso, l’ha fatta soprattutto l’indubbia capacità tecnica. Capacità tecnica che non vuole dire solamente abilità nel costruire un plot fondamentalmente privo di falle, ma significa soprattutto intuizione delle sue possibilità. Ovvero, intuizione delle possibilità estetiche di un plot tecnico abilmente congegnato. E, dulcis in fundo, capacità di bilanciare la già considerata urgenza-dell’anima, con le altre urgenze non meno importanti: quelle della ragione.  E della nostra intelligenza.

 
Le venti regole per scrivere un giallo

Per spiegarmi meglio, debbo fare necessariamente un passo indietro. Dopo la pubblicazione delle mie 20 regole per scrivere per un giallo, più di una volta mi sono ritrovata a dover giustificare le ragioni di un supposto-eccessivo-tecnicismo e carattere obsoleto delle stesse. Questo è accaduto anche dopo la loro pubblicazione sul popolarissimo sito letterario in lingua spagnola, Monografias. Infatti, ad una lettrice che cataloga quella lettura come una “Una lectura fascinante!”, un altro lettore risponde:

Fue una lectura gratificante y nutritiva literariamente hablando, muestra puntos importantes a seguir en caso de las historias o novelas de detectives. Sin embargo, la evolución de la literatura, el cine y la decadente imaginación juvenil nos obligan a romper muchas de estas reglas. A pesar de esto, no hay que dejar atrás el gusto de buenos lectores quienes saben reconocer una buena obra, incluso si esta trata de una novela romántica disfrazada de novela detectivesca, sólo hay saber como presentarla; una historia de detectives puede tener romance, en menor grado claro está, y ¿qué mejor aventura que saber que existe un criminal y que uno (el detective) es el único que lo puede detener?
Además, si se siguieran al pie de la letra todas estas reglas, se enocntrarían conradicciones en la obra y al fin y al cabo, todas las obras serían demasiado similares unas de otras evitando que lo nuevo pueda mostrar su capacidad. Y con esto solo lograriamos encerrarnos en un absimo que niega el futuro y sólo ve el pasado. Con esto último no quiero, y que conste, negar las novelas clásicas o bajarles la calidad de perfil a estas.
 
Il secondo lettore dunque – pur riconoscendo una data validità delle indicazioni tecniche fornite – si preoccupa subito di sottolineare l’importanza del romperle onde venire incontro alle necessità di una letteratura di genere in evoluzione!

Ma chi ha mai detto il contrario? Io non ho mai inteso quelle regole come un rigido decalogo da seguire pena-la-creazione-di-giallo-disgraziato! Al contrario, basandomi sulla mia esperienza di lettrice e di scrittrice, ho tentato di mettere insieme dei punti guida la cui modalità di applicazione pratica – onde ottenere un risultato che, per essere valido, dovrà necessariamente stare al passo col gusto dei tempi – spetterà solo e soltanto all’intelligenza-dell’anima-che-crea.

Rompere quelle regole – modellarle, piegarle, adattarle alla necessità contingente – non è solo necessario, ma direi indispensabile! Questo posso ribadirlo, con maggiore convinzione, anche dopo avere visionato i testi in partecipazione a L’indizio 2009. In molti di questi romanzi, infatti, abbiamo notato una pedissequa applicazione di schemi davvero superati e assolutamente improponibili al giorno d’oggi. Certo, se l’applicazione di tali schemi fosse stata accompagnata da una sorta di tocco-del-genio, forse il risultato sarebbe stato differente, così come le considerazioni postume. Ma così non è stato!

E se è vero che noi giurati dell’Indizio siamo sempre interessati a catturare la creazione geniale – perché, alla fine dei giochi, sarà proprio questo elemento che incoronerà un possibile Giallista dell’Anno, e nient’altro – è pure vero che, con questo concorso, guardiamo pure a comprendere (noi stessi per primi!) quali potrebbero essere le caratteristiche prime di una valida storia gialla moderna. Ovvero, di un romanzo giallo moderno capace di creare una sua nuova età dell’oro! Questo perché, non mi stancherò mai di ripetere che il noir non può, in alguna manera, aspirare a raggiungere un simile target. Il noir vive quasi solamente di qualità artigiana.Se fosse una company si potrebbe forse dire che il romanzo noir è scritto da un manager della scrittura. Il giallo geniale ricercato dall’Indizio è invece creato sempre è soltanto da un leader. È molto diverso!

La passione per il delitto – Übung macht den Meister

E poi c’è la questione della passione. Non si scrive un giallo geniale se non vi è passione! Ritengo, non sia neppure un caso che, quest’anno, abbiamo notato una notevole performance da parte di autori che avevano già partecipato al concorso. Questo è vero per Emanuela Ionta (anche lei era già stata dei nostri nel 2008 con il romanzo Il sentiero delle formiche), ma pure per lo stesso Sandro D’Elia (é del 2007  l’opra Solo la luna sa), il cui romanzo La caciotta allo zafferano è stato molto apprezzato durante le recenti operazioni di scrutinio. Apprezzato fino al punto da portare alcuni giurati a volergli dare diretta notizia di questo complimento artistico.

Per me questo status delle cose è molto importante. Specialmente perché rafforza la validità della decisione presa l’anno scorso: ovvero, quella di non assegnare alcun premio in presenza di opere che non convincono! La non-premiazione, ci hanno confidato i concorrenti, lungi dal fargli disinnamorare dal concorso, ha accresciuto la loro determinazione a riuscire nello stesso. E quindi a fare meglio! Ma, ripeto, questo non sarebbe mai potuto accadere senza quella passione di fondo!

Vero é pure che, a guardare il bicchiere mezzo vuoto, la mancanza di una simile “passione” è invece l’elemento che fa “storcere il naso” a chi non ama la “letteratura” gialla. Generalmente questo disliking nasce da associazioni mentali letterarie limitate e limitanti, ovvero dall’equazione rustica romanzo giallo uguale qualità letteraria scadente.

Di converso, io penso che chi sarà capace di scrivere quel romanzo giallo perfetto che noi ricerchiamo – romanzo non vincolato all’osservazione di regole tecniche di qualsiasi genere o natura, quanto piuttosto legato ad una capacità di rottura creativa delle stesse, con conseguente improving del risultato letterario ottenuto – sarà sicuramente autore da considerare in pole position per diventare scrittore a tutto tondo!


In chiusura

Ma, allora, per chiudere il cerchio e tornare alla domanda che titola questo scritto: come occorre scriverlo questo romanzo giallo perfetto? Per la gioia dei tanti, e in contradditorio con quanti ritengono un simile task semplice e semplicistico, le informazioni raccolte da noi del Premio Letterario L’indizio Nascosto-Giallista dell’anno, sembrerebbero indicare che una tale creazione non potrebbe esistere senza:
 
Amore per la grande letteratura
Un’anima-nata-per-scrivere
Una notevole qualità scritturale
Una significativa capacità tecnica
Il coraggio di rompere le “regole tecniche” per adattarle alle necessità creative
Una innata passione per il genere
Una indispensabile-libertà-dello-spirito
La determinazione a riuscire e a non arrendersi!
Un imprescindibile tocco geniale!


Facile a dirsi!


08.11.2009
Rina Brundu
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Featured image, Conan Doyle con la famiglia in visita a New York, 10 aprile 1922, fonte Wikipedia.
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Categorie: Giallo, Giallo classico, Giallografia, Premio Letterario L'indizio nascosto - giallista dell'anno, Rina Brundu

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