A.A.A. Giallista dell’anno 2008 cercasi… (Indizio 2008)

di Rina Brundu. La sfida intellettuale e la quest letteraria.
 
Non l’abbiamo trovato! Parlo del Giallista dell’anno 2007. Nonostante la buona qualità dei romanzi in concorso, nonostante l’ottimo background tecnico e culturale (alcuni testi sono nati dentro l’ambiente universitario) degli autori impegnati, la Giuria ha votato all’unanimità per la non assegnazione della Coppa e del Titolo di Giallista dell’anno 2007.

A dirla tutta, in merito a questo particolare titolo che viene conferito insieme a quello di vincitore del Premio Letterario L’Indizio Nascosto, si è sviluppata, al termine del processo di valutazione, anche una interessante diatriba tra i giurati. Giustamente, alcuni si sono interrogati sulla validità di una simile incoronazione (ne approfitto per rimarcare, qui, la qualità del team che ha visionato i lavori, la cui competenza rispetto a queste tematiche è assolutamente fuori discussione!), dato che si tratta di testi non pubblicati e dato che i 12 romanzi pervenuti non costituiscono che una percentuale irrisoria di quanto viene prodotto in Italia in un anno. Senza dimenticare, che esistono realtà editoriali in grado di attirare la “perfetta creazione” dello scrittore pubblicato e/o esordiente, in maniera molto più forte di quanto potranno mai fare i modesti mezzi a disposizione della redazione di Giallografia.

Tuttavia, sia come Presidente della Giuria, sia come ideatrice ed organizzatrice del concorso, ma anche, e soprattutto, come intelletto fondamentalmente visionario, io ho ribadito che, a mio modo di vedere le cose, l’importanza delle obiezioni appena riportate nero su bianco è, di fatto, minima. Senza scomodare i racconti biblici di Davide e Golia per portare acqua al mio mulino, io individuo la ragione prima di questo misunderstanding nella diversa interpretazione che viene data all’espressione Giallista dell’anno.

Per me, infatti, il Giallista dell’anno non è l’autore di nome pubblicato dal grande editore ed incoronato in virtù di un simile specchietto per le allodole. Allo stesso modo, il Giallista dell’anno non può essere neppure l’autore che ha venduto di più nell’arco dei dodici mesi incriminati. Questo perché, anche il meno smaliziato tra gli addetti ai lavori, in un mercato come quello italiano, assolutamente impedito nelle sue dinamiche di concorrenza editoriale per vizi conclamati e carenze quotidiane, ma anche per limiti oggettivi, non può non interrogarsi sull’intrinseca qualità del 90% del prodotto propinato ad un pubblico per sua natura fondamentalmente passivo. Duole dover constatare che, molto spesso, il prodotto più “sbolognato” rientra automaticamente in quel 90%.

Per quanto mi riguarda, il Giallista dell’anno può essere solamente l’autore che è tale in virtù del suo genio. La qualità geniale, infatti, non è merce di contrabbando, ma si manifesta nel primo romanzo dell’autore, lavoro pubblicato magari da un editore sconosciuto, così come nell’ultimo, portato in libreria da una casa editrice in grado di fare arrivare il suo messaggio urbi et orbi. Rispetto a queste tematiche, dobbiamo rilevare quindi come un contest dedicato al genere giallo classico, quale è il Premio LetterarioL’Indizio Nascosto, si presti prontamente a soddisfare le ragioni di una simile sfida intellettuale (aggettivo quest’ultimo da intendersi nella sua capacità di denotare una forza creativa superiore – degna delle migliori menti del MENSA, per esempio, ai quali membri, con la galanteria dei tempi andati, ne approfittiamo per lanciare il guanto di sfida – perché no?:) – e non di connotare aspetti folkloristici e pseudo-letterari di contorno).

Questo perché, come ho detto e ripetuto più volte (vedi le Venti regole per scrivere un giallo pubblicate anche su Giallografia.com), un qualunque valido scrittore può scrivere un romanzo noir, ma occorre una mente precipuamente fina per scrivere un ottimo giallo classico (i.e. occorrono le qualità immaginifiche di John Dickson Carr, di Agatha Christie, di Ellery Queen e compagnia cantante). Quelle appena ribadite, insieme ad altre motivazioni che non sto qui ad elencare, sono anche le ragioni importanti che giustificano la natura aristocratica di questo sub genere letterario rispetto alla provenienza, ma anche all’orizzonte d’attesa sicuramente popolare del noir. Mi rendo conto che la mia ultima affermazione potrebbe dare adito ad ulteriori “incomprensioni” con addetti ai lavori “esterni”, ma io resto convinta che la stessa sia invece perfettamente intelligibile all’appassionato di genere.

It goes without saying than, che ogni eventuale richiesta di partecipazione a questo particolare concorso, deve essere vista, dall’autore, come una accettazione di una sfida alla sua intelligenza (ma anche alle sue doti scritturali, perché così come il genio di un talento pittorico si manifesta attraverso la pittura, il genio del Giallista dell’anno deve manifestarsi, gioco forza, attraverso la capacità di riportare nero su bianco il dettaglio della sua creazione!), e dal pubblico e dai giurati, come una promettente risposta a quella che per loro deve diventare in definitiva una sorta di quest letteraria. Come tutte le quest che si rispettino, una volta trovato il Sacro Graal, la compagnia potrebbe pure sciogliersi e considerare il lavoro chiuso, o giù di lì, dato che in definitiva si tratta di un motivo ludicoe quindi non esistono ragioni per cui la stessa partita non possa ripetersi all’infinito, o fin quando ci saranno giocatori pronti a giocare….

L’ultimo inciso è molto importante. In diverse occasioni, infatti, mi è capitato di ricevere (da anime pie, assolutamente estranee alle cose de L’Indizio o di Terza Pagina, ma insospettite dai nostri apparecchiamenti), via e-mail, considerazioni sciocche sul fatto che, magari, ci si stava montando troppo la testa e l’altezza del pulpito fosse troppo elevata. Simili messaggi non meritano risposta, ma per rispetto di ogni condizione e background culturale, o inprint puritano, ci tengo a precisare, per l’ennesima volta, che quando guardiamo alle cose de L’Indizio Nascosto – Giallista dell’anno, stiamo guardando alle cose di un gioco, un gioco letterario forse (come ebbi a dire nell’eternamente valido articolo Primo: non è indispensabile partecipare!), ma sempre di un gioco. Non è sicuramente tra queste semi-sconosciute pagine virtuali che si decidono i destini della letteratura italiana e, ad un tempo, non è sicuramente tra queste stesse pagine virtuali che se ne mette in pericolo l’integrità della sua essenza nobile. Ci pensano già in tanti a costruire questo azzardo, perché dovrebbe diventare pure una nostra preoccupazione?

Dicevo del gioco. Del gioco che, in quanto tale, ha delle regole che occorre rispettare. Altrimenti, si è fuori. Out! Rispetto a questo discorso, non posso non rimarcare che se non si ha la coscienza pulita, si dovrebbe comunque avere l’onestà morale di NON PARTECIPARE. A che prò farlo?

L’Indizio Nascosto – Giallista dell’anno dovrebbe essere visto dunque come un momento ludico di massima libertà creativa, scevra da ogni costrizione editoriale e quindi non assoggettata alle regole di mercato. Nulla di più, nulla di meno. Se guardato da una simile prospettiva, questo concorso diventa in verità il luogo ideale per scegliere il Giallista dell’anno, se vogliamo anche l’unico luogo moralmente deputato a farlo. Per rispettare questo spirito libero, Giallografia si sente anche di assicurare ogni autore valido interessato ad accettare questa sfida (sia esso autore pubblicato, o esordiente), che non legherà mai il suo destino con contratti editoriali capestro, ma che invece si impegnerà a promuoverne la figura e l’opera con ogni mezzo possibile anche quando lui/lei muoverà verso altri lidi.

Di tutto questo e di molto altro ancora si è discusso in sede di valutazione degli elaborati pervenuti alla redazione e tutto questo ha trasformato la prima avventura de L’Indizio in una esperienza da ricordare. Di sicuro, questo è vero per noi giurati, concordi, alla fine dei lavori, nel ritrovarci arricchiti della capacità creativa acquisita di riflesso, e determinati a portare avanti la personale crociata, almeno fino a quando il primo Giallista dell’anno non si paleserà davanti ai nostri occhi. Non importa quando sarà, se fra uno, dieci, cento anni, o se saremo costretti a trasformare la carica di giurato in carica ereditaria! Fino alla vittoria perciò, o giù di lì!

La prima edizione del Premio Letterario L’Indizio Nascosto- Giallista dell’anno si è appena conclusa dunque: viva la prima edizione de L’INDIZIO NASCOSTO!

Rina Brundu 
Dublin, 21/10/2009
 
Featured image, sir Arthur Conan Doyle (1859 – 1930)
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